COSA SIGNIFICA OFFRIRE LE PROPRIE MALATTIE PER LE ANIME DEL PURGATORIO?

Quando uniamo i nostri dolori fisici o le nostre  malattie alla Passione di Gesù Cristo, essi acquisiscono un immenso valore spirituale. Non si tratta di cercare la sofferenza, ma di accettarla con amore quando Dio lo permette e di offrirla per uno scopo preciso.

Potresti dire:

“Signore Gesù, ti offro questa malattia, questo dolore e questo disagio, uniti alle tue sofferenze sulla Croce, per il sollievo e la pronta liberazione delle anime del Purgatorio”.

Ogni dolore sopportato con fede, pazienza e amore può diventare un atto di carità spirituale.

“Ora completo nella mia carne ciò che manca alle sofferenze di Cristo a favore del suo corpo, che è la Chiesa”.

(Colossesi 1:24)

Le anime del Purgatorio non possono più meritare nulla da sole, ma noi possiamo aiutarle con le nostre preghiere, i nostri sacrifici e le nostre opere offerte a Dio.

Un dolore offerto con amore non è mai vano. Nelle mani di Dio, può diventare una fonte di conforto per le anime in attesa di contemplare il Suo Volto.

Fonte Gesù Pane di vita


Meditazioni

Dopo un’estasi, durata parecchie ore, Santa Maria Crescentia Hoss dichiarò che il suo angelo custode l’aveva condotta attraverso l’inferno, il purgatorio ed il paradiso per mostrarle la giustizia divina nel punire e nel premiare. Da allora sempre più la suora si sentì maggiormente legata da profonda compassione alle anime purganti.

Il 19 ottobre 1716 era morto a Ratisbona il padre Ignazio Vagener, gesuita, che per due anni aveva esaminato e diretto la santa. La notizia del decesso del religioso non giunse al monastero delle francescane di Kaufbeuren non prima del 21. Il giorno 19, quando avvenne il trapasso del gesuita, Crescenzia, nel recarsi in coro al suono dell’Angelus, vide innanzi a se un fantasma bianco. Abituata a simili incontri, perché in tale forma erano solite apparirle le anime purganti, non fece altro che pregare con molto fervore per quell’anima.

Il 21 si ripete’ quell’apparizione, ma questa volta Crescenzia riconobbe nettamente l’anima del suo direttore. Egli le disse che aveva bisogno delle preghiere di lei per vedere subito il volto di Dio. Gli era solo ritardata la visione beatifica perché in vita non l’aveva abbastanza desiderata. E ciò costituiva un tormento indicibile. La santa offrì a Dio molti suffragi.

Il 23 ottobre, dopo, dopo aver partecipato alla messa per il defunto, l’anima di costui tornò, circondata di splendore, per ringraziare e annunciare alla santa di essere ormai liberato dal Purgatorio. Le dure penitenze cui la santa si sottopose servirono alla liberazione dal Purgatorio di tante anime e per la loro entrata in Paradiso.

Ricordiamoci sempre dei nostri defunti nella Santa Messa, è un gesto di carità spirituale molto forte ed importante.

Dal sito "Santi e Beati":

https://www.santiebeati.it/dettaglio/90576 

Santa Maria Crescentia Hoss


Se un musulmano, un indù, un buddista, un protestante, un pentecostale, un ortodosso o un pagano si salva, lo fa per mezzo di Gesù Cristo e della Chiesa Cattolica.

In effetti, non c'è salvezza al di fuori della Chiesa Cattolica. Ma molti hanno frainteso il significato di questa affermazione.

Non significa che chiunque si salvi debba essere stato un membro visibile della Chiesa Cattolica. Piuttosto, significa che ogni persona che si salva è salvata per grazia di Gesù Cristo, e questa grazia viene attraverso il Suo Corpo Mistico... la Chiesa Cattolica.

La Beata Anna Caterina Emmerich, la cui festa si celebra il 9 febbraio, ha raccontato questo in una delle sue visioni private.

"Ho visto in purgatorio dei protestanti che erano pii nella loro ignoranza. Sono molto desolati, perché non si elevano preghiere per loro".

Quindi, ai cattolici che si vantano dicendo "Solo i cattolici si salvano", rifiutandosi di pregare per gli altri, ricordate che è possibile che ci siano indù, musulmani, buddisti, protestanti e pentecostali che soffrono e vengono purificati nel fuoco doloroso ma santo del purgatorio. Pregate per loro.

Ci sono persone che hanno cercato sinceramente Dio secondo la luce che hanno ricevuto e ora vengono purificate. Pregate per loro.

Non lasciate che la vostra convinzione che "Fuori dalla Chiesa non c'è salvezza" diventi una scusa per l'orgoglio. Che diventi un motivo per pregare per ogni anima, perché se qualcuno si salva, lo fa solo per mezzo di Gesù Cristo e per mezzo della Sua unica, santa e cattolica Chiesa.


IN PURGATORIO QUANDO MI VIDERO ENTRARE CON IL ROSARIO TRA LE MANI OGNI ANIMA GRIDAVA "PREGA PER ME, PREGA PER ME, PREGA PER ME SORELLA CARA" TENTANDO DI FAR EMERGERE LA PROPRIA VOCE SULLE ALTRE, PROVOCANDO UN RUMORE SIMILE A UNO SCIAME DI API.

Questa l'esperienza mistica di Suor Maria Natalia Magdolna accompagnata da Gesù a visitare il purgatorio.

Ma ancora una mistica del 1832, Suor Clara Moes ( fondatrice del convento delle Domenicane a Limpertsberg, presso Lussemburgo) che rivelò al suo confessore :

"Spesso incontro anime del Purgatorio che errano come pecorelle; altre stanno davanti alle porte delle chiese ed implorano dai passanti aiuto e compassione."

E ancora spiegò chi fossero le anime che imploravano, fuori le chiese, aiuto dai passanti :

"Ben poche persone sanno per rivelazione superiore che delle anime del Purgatorio stanno davanti alle chiese!

Per lo più si tratta di anime che durante la vita furono troppo lente ad entrare in chiesa, dove si celebrava la S. Messa o che la domenica si accontentavano di star fuori di chiesa durante il S. Sacrificio e passar il tempo in chiacchiere e risate."

Insomma il Purgatorio non è propriamente uno scherzo... e risuonano nell'anima quelle invocazioni "prega per me, prega per me, prega per me sorella cara".

Non vuoi aiutare qualche anima del purgatorio con la recita di qualche S. Rosario?


PER EVITARE IL PURGATORIO NULLA VALE TANTO QUANTO LA CARITÀ

 Maria Simma è stata una mistica austriaca visitata (per volontà di Dio) per tutta la vita dalle anime del purgatorio essa diceva:

Si va in Purgatorio specialmente per i peccati contro la carità, contro l’amore del prossimo, per la durezza del cuore, per l’ostilità, per la maldicenza e per la calunnia .

E’ l’anima stessa che vuole andare in Purgatorio per purificarsi, prima di entrare in Paradiso. Non c’è in esse alcun senso di rivolta verso la sofferenza, perché vogliono purificarsi e comprendono che le sofferenze sono per questo necessarie.

E’ vero che le sofferenze minime del Purgatorio sono superiori alle massime della terra (come dice S. Tommaso) ma in maniera simbolica, cioè nel senso che fanno più male all’anima.

Nessuna vuole tornare sulla terra, perché le anime del Purgatorio hanno una conoscenza di Dio infinitamente superiore alla nostra .

Il mezzo più efficace per le anime del Purgatorio è la S. Messa. Esse vedono il giorno dei loro funerali.

 A tutti Dio dà alcuni minuti, prima della morte, per pentirsi dei propri peccati; in questo lasso di tempo l’anima rivede la propria vita come un film. Di fronte a qualcuno che sta per morire bisogna dirgli la verità .

Al Purgatorio vengono a far visita Maria e San Michele; inoltre è sempre vicino l’Angelo custode.

Maria Simma


SANTA VERONICA GIULIANI E LA SUORA MORIBONDA

Nell’agonia di suor Luisa, che le era stata sempre nemica, Santa Veronica vedeva i demoni che venivano a prenderne l’anima, gridando: «È nostra! È nostra! Guai a te!». Suor Luisa prendeva convulsivamente la mano di Veronica: «Difendetemi! Salvatemi!»; e quella gridava: «È di Dio»; poi supplicava: «Mio Dio, calcate sulla mia testa la corona di spine, ma di grazia risparmiate quest’anima»…

…E di suor Angelica, che la maltrattò durante tutta la sua vita, la Santa restò giorno e notte accanto al letto, inginocchiata, in preghiera, senza appoggio, offrendosi in sacrificio: «Signore Gesù – supplicava mentre i demoni la coprivano di colpi – fate parlare il vostro Sangue e i vostri meriti per quest’anima, ottenete questa grazia dal Vostro Padre Eterno! Sono disposta a tutti i tormenti».

Dopo giorni con questo ritmo, si gettò ai piedi del Santissimo Sacramento, mentre una voce rabbiosa miagolava «Tu hai vinto, ma me la pagherai, miserabile», e un gatto mostruoso si lanciò su di lei… La morente, però, esalò il suo ultimo respiro nelle sue braccia.

Pregare per i moribondi è una sorta di assicurazione poiché Dio nella sua infinita bontà provvederà nell'estremo nostro bisogno gli aiuti necessari per la nostra salvezza


RECITANDO QUESTA PREGHIERA

si acquista l'Indulgenza di 100 giorni una volta al giorno (Leone XIII, 1883)

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Maria, Madre di Dio e Madre di misericordia, pregate per noi e per i trapassati!

I moribondi trovino nell'atto estremo della vita la forza di attingere dal pozzo infinito della tua misericordia, Signore ti affidiamo dalle mani di Maria Santissima tutti i morenti delle prossime 24 ore.

L'eterno riposo dona loro, o Signore,

e splenda ad essi la luce perpetua.

Riposino in pace. Amen